La corsa dell'edilizia in Abruzzo inciampa nella guerra in Iran
18/03/2026
La corsa dell'edilizia in Abruzzo inciampa nella guerra in Iran
Edilizia: in Abruzzo crescono imprese (0,47%) e lavoratori (5,30%). Ricci (Ance) "La nostra regione fa meglio del resto d'Italia. Aziende più strutturate e operative. Le buone previsioni per il 2026 scontano l’incognita del conflitto in corso".
L'Abruzzo, nel settore edile, viaggia a una velocità superiore rispetto al resto d'Italia. I numeri elaborati dall'Osservatorio Ance restituiscono, nel 2025, un quadro più che positivo, con un aumento del +5,30% del numero di lavoratori che, in regione, è quasi il doppio rispetto al dato nazionale (+3,43%). Dato che indica una forte capacità di assorbimento occupazionale del territorio. Le ore lavorate crescono del +3,36% in regione superando il +2,21% nazionale, segno di cantieri più attivi o di una maggiore intensità lavorativa nei progetti in corso. Per quanto riguarda la tenuta del tessuto imprenditoriale, mentre a livello nazionale il numero di imprese registra una lieve contrazione (-1,04%), l'Abruzzo va in controtendenza con un incremento del +0,47%. Le imprese abruzzesi stanno resistendo meglio alle fluttuazioni del mercato, anche grazie alle commesse legate alla ricostruzione post -sisma. La crescita della massa salariale (+7,31%) è l'indicatore più alto in tabella. Un dato influenzato da diversi fattori: l'aumento del numero di lavoratori e delle ore lavorate, gli adeguamenti contrattuali e una maggiore specializzazione della manodopera che spinge verso l'alto le retribuzioni totali. Il report del 2025, a livello nazionale, evidenzia come il settore delle costruzioni si conferma il motore dell'economia italiana: nel periodo 2021-2024 ha inciso per il 12% sul Pil, con ricadute occupazionali di grande rilievo. Per il 2025, al netto di una lieve flessione complessiva (-1,1%), emerge un dato migliore delle attese grazie alla spinta propulsiva delle opere pubbliche.
Andamento del settore delle costruzioni nella Regione Abruzzo.
I dati restituiscono un quadro decisamente positivo per il settore dell’edilizia in Abruzzo nel 2025, con una crescita che non solo consolida i dati dell'anno precedente, ma supera sistematicamente la media nazionale in tutti i principali indicatori. "L'Abruzzo viaggia a una velocità superiore al resto del Paese", sottolinea il presidente Ricci, "sia come capacità di assorbimento occupazionale, che come numero e consolidamento delle imprese sul mercato. Il settore edile abruzzese appare, oggi, sospinto dalla programmazione pubblica e dalla ricostruzione post sisma nelle aree interne". In provincia di Chieti e lungo l’asse costiero incidono, in maniera significativa, l’esaurimento della spinta propulsiva dei bonus edilizi (110%) insieme al clima di incertezza che grava sull'edilizia residenziale. In particolare a Pescara, la città più popolosa a livello regionale, le sentenze della giustizia amministrativa hanno messo in discussione l’applicazione del Decreto Sviluppo ed hanno congelato molti interventi di sostituzione edilizia nei centri urbani. A questo contesto, si aggiungono i vincoli introdotti dal Piano Stralcio Difesa Alluvioni, che hanno reso inedificabili aree precedentemente classificate come edificabili con prescrizioni.
"L'edilizia in Abruzzo nel 2025 si conferma un motore trainante per l'economia
regionale", dichiara Ricci. Per quanto riguarda le previsioni per il 2026 “in Abruzzo, non ci saranno più i balzi, a livello territoriale, del +15% o i crolli del -11%, ma una crescita costante trainata dal settore pubblico. In questo scenario, il Pnrr - secondo Ance - rappresenta il pilastro fondamentale per consolidare la stabilità del mercato unitamente all’avvio della costruzione dei grandi ospedali.
Risulterà determinante la messa a terra dei lavori finanziati dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC). Tali risorse, destinate a
opere escluse dal Pnrr — come difesa del suolo, contrasto al dissesto idrogeologico, trasporti, cultura e rigenerazione urbana — alimenteranno
capillarmente il mercato fino al 2028-2029.
"Si tratta di fondi che, pur non avendo la stessa massa d’urto finanziaria del Pnrr", aggiunge il Presidente Ricci, "potranno garantire una trasformazione strutturale del tessuto economico regionale. Per quanto riguarda le aree del Cratere 2009 e 2016, la ricostruzione continuerà a produrre effetti anche grazie alle ulteriori risorse messe a disposizione dal Governo, nella Legge di Bilancio per il 2026, finalizzate a compensare l’eliminazione del superbonus con adeguamento del contributo.
Ance rilancia a questo punto "la necessità di una strategia strutturale e normativa di lungo periodo per la casa, che compensi il
ridimensionamento dei bonus e la carenza di nuovi permessi di costruire".
“Ogni proiezione – conclude Ricci - risulta però al momento alterata dalle tensioni geopolitiche internazionali, ulteriormente aggravate dal recente conflitto in Iran. L'adozione delle migliori pratiche organizzative e innovative non sarà sufficiente a proteggere le imprese dagli effetti della guerra. In tale scenario, Ance auspica l'introduzione di meccanismi di compensazione volti a neutralizzare l'extragettito fiscale generato dall'eccezionale rincaro delle materie prime che grava sull'intera filiera. L'assenza di tali misure correttive rischia di invalidare le proiezioni di crescita per il 2026, le quali, essendo basate su analisi precedenti all'attuale escalation globale, potrebbero non riflettere l'effettiva sostenibilità economica dei cantieri nel medio periodo".
L’Aquila 18 marzo 2026