Scuola Pizzoli sentenza TAR
ANCE L'Aquila
ANCE L'Aquila

06/11/2025
Scuola Pizzoli sentenza TAR

L’attesa sentenza del TAR sul caso del bando di gara per la costruzione della scuola di Pizzoli dà ragione ad ANCE L’Aquila e alle sue due imprese ricorrenti, la Edilfrair spa, del Presidente provinciale dei costruttori Gianni Frattale, e la Guido Ricci srl, del Presidente regionale Enrico Ricci. La vicenda è quella del bando di gara per l’affidamento di un consistente appalto di lavori di demolizione e ricostruzione su una scuola nel Comune di Pizzoli, l’istituto Don Milani nella frazione di Villa San Pietro. La battaglia dei ricorrenti è contro i prezzi iniqui che troppo spesso vengono applicati nelle opere pubbliche. Una prassi che altera il mercato delle costruzioni e la corretta concorrenza fra le imprese. Un eccessivo sconto sui lavori, infatti, molte volte nasconde illegalità e risparmio sulla sicurezza dei lavoratori. Il TAR lo scorso luglio aveva già dato ragione ad ANCE L’Aquila concedendo una sospensiva del bando, ma il Sindaco Giovannino Anastasio aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato sussistendo, secondo lo stesso, l’urgenza dei lavori. Il Consiglio di Stato a sua volta, non ritenendo sussistere detta urgenza, aveva rimandato la discussione al TAR che si è riunito l’8 ottobre scorso. Nelle motivazioni della sentenza, pubblicata oggi, il TAR riconosce “i vizi di legittimità rilevati dall’ANCE inerenti la individuazione di un importo a base di gara e dei presupposti valori economici delle lavorazioni (e del relativo costo della manodopera) oggetto d’appalto non coerente con i valori di mercato e con la disciplina di riferimento. […] Il Comune di Pizzoli ha ritenuto di porre a base di gara prezzari non aggiornati e comunque non più applicabili, così finendo per impiegare valori economici di riferimento eccessivamente bassi e non in linea con le caratteristiche reali del settore imprenditoriale. Si sostiene, in definitiva, la illegittimità dei provvedimenti impugnati, dal momento che la gara è stata indetta ponendo a base d’asta un importo del tutto inadeguato e sottostimato, siccome basato su prezzari non aggiornati e su parametri economici, riguardanti anche e soprattutto il costo del lavoro, non coerenti con le tabelle di riferimento e con l’attuale andamento del mercato.[…] Andava applicato il Prezzario Unico del Centro Italia, obbligatorio per i bandi di opere pubbliche che fornisce un riferimento unico e condiviso per i costi degli interventi, riducendo le discrepanze tra i diversi territori colpiti dal sisma e facilitando la comparazione delle offerte nelle gare d'appalto. Permette inoltre di monitorare e verificare i costi degli interventi, garantendo maggiore trasparenza e tracciabilità delle spese, riducendo il rischio di frodi e abusi”. Soddisfatti i due presidenti, Frattale e Ricci, i quali, aldilà di qualsivoglia volontà di contrapposizione mirano esclusivamente a far rispettare le regole dettate anche dal nuovo Codice degli appalti a difesa della categoria che rappresentano e dei cittadini.